ESPERIENZE E TESTIMONIANZE |
| Il mio cammino nella Cappellania degli Artisti |
Della vicenda umana di Sergio Soldini la presente monografia propone varie tappe, documentate dagli scritti e dello stesso Soldini e dei tanti che si sono affiancati a lui nel suo cammino". Con queste parole davo inizio al mio saggio su una monografia, da me curata, sull'opera pittorica del reverendo Sergio Maurizio Soldini. Era il 1989 ed ero stata contattata per realizzare la pubblicazione. Mi trovai tra le mani foto, articoli di giornale, testi, notizie varie, il tutto in una grande scatola, e fare ordine nei materiali non fu cosa da poco. Venni così a conoscere la pittura di Don Sergio ma anche la sua formazione e la sua esperienza pastorale, in particolare la missione in Uruguay da dove era da poco tornato. Era la prima volta che mi trovavo ad occuparmi di un sacerdote artista e la cosa mi colpì particolarmente. Consegnai il lavoro ma, all'epoca, non ne conobbi il protagonista. Ma poiché i disegni divini sono misteriosi, un anno dopo, una amica pittrice e gallerista di Roma, Carla Gugi, mi comunicò che si era recato da lei un sacerdote artista desideroso di organizzare una personale e le aveva portato la monografia da me curata. Fu dunque Carla a farci conoscere e, nella circostanza espositiva, scrissi un secondo saggio per il nuovo catalogo. All'inaugurazione venne anche S.E. il Cardinale Paul Poupard e scoprii che anche i cardinali, per altro da me mai fino ad allora frequentati, potevano essere persone non solo estremamente colte ma anche di spirito. Soldini all'epoca risiedeva a Ciampino, presso la famiglia, tornato provvisoriamente a Roma dopo essere stato presso una parrocchia di Campobasso. Di lì a poco doveva ripartire per la nuova parrocchia: Monticiano in provincia di Siena. Scrissi la presentazione per la sua prima mostra senese, nel 1992. Notai un grande cambiamento espressivo, all'iniziale linguaggio cromaticamente forte con accentuati caratteri espressionisti, era subentrato un linguaggio più meditativo, con colori tenui e con preponderanza di soggetti paesaggistici dovuti certo alla natura senese che lo stava ammaliando. Da Monticiano si spostò poi a Torrenieri, una frazione di Montalcino. Qui giunto, aveva deciso di organizzare una Cappellania degli Artisti: da artista sentiva l'urgenza di "fare casa", come lui diceva, ai fratelli artisti. E nel 1994 organizzò, a Montalcino, il I Convegno degli Artisti. Io intanto, sempre radicata a Roma e sempre presa delle mie attività di critico d'arte, di giornalista di settore e di organizzatrice di mostre, nel 1993 ero approdata, anche lì per disegni misteriosi, alla Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo. Un pittore mio amico, personalità di spicco nel panorama artistico non solo romano, Eduardo Palumbo, vi svolgeva una attività organizzativa di mostre, allestite prevalentemente nella sacrestia. Davo una mano a trovare attori che leggessero le epistole nel corso della Messa degli Artisti. Poi cominciai ad affiancare Eduardo, fino a che, un giorno, mi ritrovai a sostituirlo, lui si stava sempre più dedicando all'attività professionale ed aveva bisogno di tutto il suo tempo per dipingere. Iniziai così, affiancata da Mons. Marco Frisina, il grande musicista rettore della Basilica, a valutare attentamente gli artisti che volevano esporre. La prima mostra da me curata fu quella del pittore Vincenzo Sciamè e dello scultore Giorgio Fanasca, era il 1995. Da allora sono diventata la responsabile dell'attività espositiva della Chiesa, una attività di grande impegno considerando le circa 12 esposizioni annuali. Il 1995 fu un anno molto importante anche per la mia collaborazione con Don Sergio: aiutai nella stesura del catalogo del II Convegno degli Artisti ed intervenni nelle giornate di studio che si svolsero a San Gimignano. Ebbi così modo di conoscere ed apprezzare tante personalità del mondo della cultura e, soprattutto, numerosissimi sacerdoti artisti e studiosi. In quella circostanza e nelle analoghe che seguirono ebbi modo di conoscere S.E. Mons. Gaetano Bonicelli, S.E. Mons. Francesco Marchisano (ora Cardinale), il Rev. Prof. Carlo Chenis, il Rev. Thimothy Verdon, il Dott. Bruno Santi Soprintendente ai Beni Artistici di Siena e di Grosseto, il poeta Mario Luzi, Mons. Arch. Giancarlo Santi Direttore della Commissione d'Arte e Beni Culturali della CEI, il Maestro Mons. Giordano Giustarini e tanti altri ancora, artisti, critici, poeti, musicisti. Mi resi subito conto di come queste frequentazioni fossero per me fonte di continuo arricchimento, sia spirituale che culturale. Coinvolsi anche molti amici romani nei Convegni e nelle esposizioni, e non solo artisti, ma anche architetti, come Luisa Chiumenti, poeti, come Gaetana Pace, e musicisti, come Claudio Giuliani. Era bello stare tutti insieme ed avere degli spazi di discussione e di formazione tutti per noi. Dal III Convegno del 1996, il mio nome sui cataloghi testimonia del mio lavoro sempre più attivo che si è sviluppato nel corso degli anni fino ad approdare, nel 2003, all'VIII Convegno. Un lavoro sempre vario e bello perché gli artisti, con le loro opere, mi hanno emozionato sempre, e perché ogni occasione di incontro è stata formativa. Il 1996 è stato l'anno della I Biennale d'Arte Sacra, alla quale sono seguite le altre edizioni in rigorosa cadenza. Le Biennali, con il loro carattere itinerante sia in Italia sia in Francia ed in Spagna, mi hanno portato ad allargare i miei orizzonti anche critici. Anche io a Roma, intanto, avevo iniziato a curare, oltre alla normale attività espositiva della Chiesa, anche importanti collettive d'arte sacra. Tra tutte amo ricordare quella dell'estate 2003, "Il cammino della Croce", non solo per l'importanza della tematica e per la bravura di tutti gli espositori, ma anche perché è stata frutto di una programmazione concordata tra la Cappellania degli Artisti e la romana Chiesa degli Artisti. Quando vedo qualcuno avvicinarsi incuriosito ad una delle opere d'arte sacra esposte nelle varie mostre, spesso mi domando se chi osserva sia o no credente, se lo faccia solo per curiosità o con occhio di fede. E mi piace pensare che sia una persona capitata così per caso e mi auguro sempre che una piccola corda della sua anima, in quell'incontro, abbia preso a vibrare. Se solo una persona sarà toccata dalla grazia guardando una di queste opere che ho deciso di porre, avrò fatto qualcosa di buono. E della mia crescita, che c'è stata sicuramente sul piano spirituale e non sta a me dire se sia avvenuta anche sul piano professionale, sono grata a Don Sergio, anzi a Mons. Sergio Maurizio Soldini Virtuoso del Pantheon, perché con la sua esuberante vitalità, con il suo desiderio di bellezza, coi i tanti suoi testi di edificazione spirituale, con la sua capacità di coinvolgere tutto e tutti, mi ha voluta al suo fianco credendo in me ed aiutandomi a migliorare. Alla Cappellania degli Artisti auguro, in questo decennale, di porsi davanti l'obbiettivo di tanti anni proficui affinché l'arte possa sempre cantare le lodi di Dio. Stefania Severi Roma, gennaio 2004 Entrai a fare parte quale artista della Cappellania dal primo momento della sua creazione dieci anni fa. Un po' per curiosità come forse lo fu per gli altri artisti all'inizio, molto per amicizia nei confronti del suo Cappellano Mons Sergio Soldini. Gli esordi furono difficili per lui, non avendo nessuno per aiutarlo ad organizzare le manifestazioni che si era prefissato di svolgere. Mi introdussi così nel cuore dell'azione della sua pastorale, capendo con il tempo che il mio non era un impegno 'per tempo a disposizione'. Ho conosciuto tanti artisti, di passaggio per i meno sensibili al messaggio evangelico che Mons. Soldini volle istallare fra la Chiesa e i suoi artisti, altri più fedeli nel riconoscere nel nostro Cappellano una tenace voce nel deserto in cui l'artista vive oggi la sua appartenenza alla famiglia dei Cristiani. A lungo fu discusso fra gli artisti, spesso con dichiarazioni eclatanti e toni tonanti, del come fare meglio o del come fare e basta. Capii presto che l'argomento era vano se non fuori luogo. Avevano tutti una soluzione dettata da buone intenzioni per rendere la Cappellania più efficiente. Ma sono pochi quelli che si erano resi conto che la Cappellania non si ricercava in segni esteriori, bensì nel profondo del cuore e dell'anima di ciascun artista. Mi ricordo con rammarico un episodio in cui alcuni artisti auspicavano pubblicamente poca vita alla Cappellania perché dicevano che il Cappellano cercava fondi per sovvenire alle sue necessità come i cataloghi. Io dico: "Beato quello che trova accanto alla sua minestra il denaro che ha speso per cucinarla…". Gli appuntamenti della Cappellania erano e sono tutt'ora numerosi. Convegni, Biennali d'Arte Sacra, Messa degli Artisti a Natale e Pasqua, incontri vari e mostre a tema che scandiscono la sua vita. Non si può certamente partecipare a tutto, anche perché la Cappellania non può né deve diventare uno spazio esclusivo. Ma sono gli artisti stessi che fanno della Cappellania quello che è; senza di loro non avrebbe ragione di essere. Perciò credo sempre di più alla sua vocazione e al suo ruolo nel campo dell'Arte e della Chiesa. Un ruolo promotore per coloro che si vogliono dare da fare nel campo dell'Arte legato a quello della fede. Eppure nelle mille difficoltà, la Cappellania degli Artisti ha saputo darmi molto, in primo luogo un uomo di Chiesa nella persona del suo iniziatore che conosce bene il mondo dell'arte essendo anch'egli un artista, una guida sicura nel campo dell'interpretazione dei testi sacri in opere d'Arte e infine tanti amici artisti con i quali condivido spesso qualche momento felice di discussione sull'arte. Si chiamano Pina, Tina, Santuzza, Pino, Fulvio, Marco, Stefania, Marina, Luisa, Franca, Lisa, Angela, Giò, Suzanna, Leonardo, Livia, Emanuela, Anna Maria, Maria Pia, Pierluigi, Gaetana, Paola, Ardito, Nadia, Paola, Daniela, Mauro e tanti altri che la mia memoria lì tiene vicino al mio cuore. Con altri ho potuto sempre, grazie alla Cappellania, attivare delle mostre d'arte collettive. Un grazie va al nostro Arcivescovo Mons. Gaetano Bonicelli che ha saputo, a mio avviso, raccogliere presto i frutti delle nostre attività individuali o collettive, manifestandoci sempre la sua benevola amicizia, dandoci sempre il tempo necessario per confermarci nella via intrapresa, ho potuto concretizzare in più modi gli insegnamenti ricevuti, eseguendo per la Chiesa lavori che non mi sarei aspettato di poter fare un giorno. Auspico dunque una lunga vita alla nostra Cappellania alla vigilia del decimo anniversario della sua fondazione, che ci porti sempre avanti e ovunque lì dove sarà gradito a nostro Signore Gesù Cristo. Eric Aman Pietrasanta, 30 gennaio 2004 La mia esperienza nella Cappellania degli Artisti è stata ed è per me molto positiva. Ho sempre apprezzato le scelte di Don Soldini, perché non ha fatto mai distinzioni per coloro che avevano idee diverse dalle sue. Personalmente, mi sono sentito dentro a questa grande famiglia, perché sono stato collaboratore per l'allestimento delle mostre d'arte fatte nel mio paese a San Gimignano (Siena). Ho esposto i miei quadri e sono sempre stato accettato come indipendente e accolto molto cordialmente. È risaputo che gli assessorati alla cultura, quando organizzano mostre e convegni, espongono solo opere di grandi firme, già affermati. Don Soldini ha avuto il coraggio di presentare noi pittori quasi sconosciuti. Se ricordo bene nel I Convegno degli Artisti a Montalcino di nomi illustri erano presenti il pittore Otello Chiti e il pittore- scultore Eric Aman. In questa grande famiglia mi sono trovato molto bene, ho conosciuto molta gente straordinaria e sono nate grandi amicizie che mi hanno arricchito anche culturalmente. Ricordo con piacere il Prof. Mario Serchi che lavorò, con la riconosciuta competenza al catalogo del II Convegno, realizzato a San Gimignano, per poi passare il compito alla bravissima Prof. Stefania Severi. Per un pittore sconosciuto (anche dai miei concittadini) dopo questo II Convegno, le cose cambiarono anche nei miei riguardi. Fù l'inizio per me. Cominciai ad essere invitato a mostre regionali, e in seguito anche internazionali. Personalmente posso soltanto dire che è stata una bellissima esperienza, molto utile e indimenticabile. Il merito và a Don Soldini che è riuscito a formare questa grande famiglia. Il cammino fatto insieme è stato più che positivo, perché ha fatto conoscere i nostri lavori artistici. Ma cosa più importante per me è stato il fare nuovi incontri, nuove amicizie, queste rimarranno per sempre dentro di me. Cordiali saluti e di nuovo grazie Don Soldini. Mauro Martinucci San Gimignano, gennaio 2004 L'idea di una Cappellania degli Artisti e la sua conseguente realizzazione non poteva scaturire che da mente di sacerdote artista e storico d'arte: Mons. Sergio Maurizio Soldini. Gesù leggiamo nel Vangelo volendo definire, in qualche modo, la propria divinità, disse: "Io, la luce". E riferendosi ai suoi Apostoli: "Voi siete la luce del mondo". I teologi, nella ricerca dell'essenza di Dio, affermano che l'essenza di Dio è risposta nella bellezza. Un'affermazione che corrisponde al "Dio- Amore" dell'Evangelista Giovanni. L'amore infatti, è visione, splendore, luce. Il grande scienziato Einstein è su questa linea quando dichiara che l'universo è una immensa seminagione di luce e la materia l'ombra della luce. Il colore che cos'è, se non la luce? Gli artisti sono, dunque, collocati nella infinita sfera dell'eterna luce, e ciò attraverso la luce creata, verso la quale sono proiettati, non solo per penetrare, quanto più possibile, nella luce increata. Ecco, come l'arte sia, per se stessa, trascendenza, e l'artista vero e autentico, l'interprete, il profeta, il missionario della bellezza. Ma gli artisti, tutti gli artisti, per idoneamente lavorare e capire la loro sublime missione, hanno bisogno di una Cappellania, perfezionarsi, di trasfigurare prima se stessi per poi trasfigurare il caduco e il transeunte, nella Bellezza Assoluta, causa e non causata di tutto ciò che esiste di vero e di bello. La Callennaia degli Artisti voluta da Mons. Soldini, può essere chiamata a pieno titolo "Cappellania della luce". La mia testimonianza consiste nel poter affermare che il servizio pastorale svolto tra gli artisti in questi dieci anni dalla Cappellania esprime bene quanto affermato poc'anzi. Anch'io artista, scrittore e ricercatore ho avuto la gioia di conoscere Mons. Soldini quindici anni fa e dall'ora abbiamo collaborato insieme consolidando una forte amicizia. P. Felice Rossetti ofc Siena, febbraio 2004 Un avviso in un quotidiano: Convegno "La Chiesa di Siena ed i suoi Artisti" Montalcino 16-17-18 Ottobre 1994. In detto convegno venivano invitati a farvi parte gli artisti di Siena e Provincia. Ad organizzarlo e guidarlo era Mons. Sergio Maurizio Soldini, segretario della Commissione d'Arte Sacra e dei Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Siena. Ne feci parte e così cominciai un altro percorso artistico, esprimendomi nella pittura con motivi più precisi. Al primo convegno ne sono seguiti altri ove ho partecipato. Sono passati dieci anni, tante esposizioni collettive e personali: Siena, Sant'Antimo, Monteoliveto Maggiore, San Gimignano, Torrenieri, Napoli, Roma, esposizioni ad Atene, Pechino, Cairo, insieme a Mons. Soldini e ad altri artisti. Ho partecipato a viaggi culturali e a pellegrinaggi in Italia e all'estero, sempre nella prospettiva di arricchimento spirituale ed artistico. Oggi nell'andare con la memoria e nel riepilogare tutti gli avvenimenti, comprendo che è accresciuta la mia maturazione spirituale ed artistica. È dunque un bilancio positivo. Il confronto con gli altri artisti, lo scambio del pensiero, il ritrovarsi periodicamente, hanno contribuito al mio accrescimento. La passione per la pittura mi incita ad esprimermi attraverso la natura, impronta diretta del Creatore, cercando di donare a chi guarda le mie opere sentimenti di pace. Un pensiero di stima e di amicizia va a Mons. Sergio Maurizio Soldini e alla Dott.ssa Stefania Severi, critico e storico dell'arte, per la loro disponibilità verso gli artisti e verso l'Arte. Sig.ra Santuzza Pulselli Coppi Rapolano Terme, 2004 La conoscenza di Dio ci viene rivelata dalla natura: un fiore, una nuvola, un'alba, il mare, la luce. Attraverso l'esperienza del gruppo di artisti della Cappellania di Siena ho avuto modo di dipingere le creature che Dio ha creato: la maternità "Madre e Figlio" e con essa Maria Santissima, Madre di Gesù. Tina Boscagli Asciano, 14 gennaio 2004 Una sera mi trovavo da un'amico che ha il figlio a Pietralcina. L'amico mi chiese di fare un'immagine di Padre Pio in terra cotta. Mi misi subito all'opera, la creta, come per incanto, sotto le mie mani, prendeva forma. Cosa che non mi era mai successo. Dovevo fare i capelli e la barba bianchi e trovai subito la soluzione adoperando la creta bianca (caolino) ottenendo con grande soddisfazione il miglior risultato. La mia opera la offro alla Cappellania. Luciano Buccioni Firenze, 2 gennaio 2004 Esser parte della Cappellania degli Artisti Cattolici mi permette di testimoniare la mia fede, cantare al Signore la gioia per la sua attenzione e di glorificarlo con i mezzi che mi ha donato. In questi anni la Cappellania è stata il supporto, adeguato e proficuo, affinchè cio si manifestasse. Il susseguirsi degli incontri artistici, con temi di ampliamento, approfondimento e riflessione sulla parola profetica ed evangelica, hanno prodotto in me arricchimenti spirituali e di conoscenza. La partecipazione, con la guida del Cappellano e dei suoi stimati collaboratori, ha promosso conoscenze progettuali, tecniche, pratiche e di relazione utilissime alla realizzazione di ogni produzione, a dare il meglio di noi stessi, a sviluppare vincoli di amicizia, a collegarci con altre organizzazioni estese sul territorio nazionale. Spesso, nel quotidiano, siamo distratti da molteplici impegni, ma il ritrovarsi e il confrontarsi conducono alla considerazione della piena positività della Cappellania, alla consapevolezza che essa costruisce un vero dono che Dio ci ha messo accanto. Se fossi capace esprimerei meglio ciò che sento, ma in considerazione dei miei limiti, desidero soprattutto ringraziare di cuore chi ha organizzato e animato la Cappellania. In questo decennale quindi un grazie a Mons. Soldini Sergio Maurizio, che ha guidato, curato e apprezzato il mio percorso artistico e la mia pratica cristiana e l'augurio di non abbandonare mai, per nessun motivo la sua natura. Maria Moscadelli Bartalozzi Milano, 19 febbraio 2004 Il mio incontro con la Cappellania degli Artisti e con Monsignor Sergio Soldini è stata veramente "illuminante". È da tale incontro, infatti, che è scaturita la maggior parte della mia produzione d'arte sacra, in particolare la mia Via Crucis in bronzo. Sulla sollecitazione di Monsignor Soldini ho estrinsecato la mia urgenza di sacro che mai prima avevo messo veramente alla prova. Che nella mia opera già vi fosse un profondo sentimento religioso è stato sottolineato da molti critici ed in particolare dal professor Claudio Strinati, Soprintendente al Polo Museale Romano. Ma, fino ad allora, avevo sfiorato il tema sacro, senza entrare nel vivo del dramma e del gaudio della Morte e della Risurrezione del Cristo che è il momento più alto del Cristianesimo. Un altro felice incontro è stato con la splendida terra senese con le sue tipiche crete e con le sue strade, prima tra tutte la Via Francigena che attraversa proprio a Torrenieri sede della Cappellania. Ammirare la parrocchiale di Santa Maria Maddalena e, nel suo interno, la splendida Madonna lignea protettrice della Francigena, mi ha fatto subito sentire che quello era il posto ideale per il mio Monumento al Pellegrino. Era come se io l'avessi pensato proprio per quel tratto di strada. Ho colto pertanto con gran gioia quel richiamo ed ora in quel luogo sono raccolte le mie più importanti opere di soggetto religioso. Igina Colabucci Balla Roma, marzo 2004 Conoscere l'elevato spirito di servizio con cui la Cappellania degli Artisti dell'Arcidiocesi di Siena si è avviata, negli anni che preparavano la comunità cristiana ai grandi Eventi Giubilari, è stato per me di notevole, stimolante sollecitazione, nella consapevolezza di quanto l'Arte sia vicina alla religiosità universalmente intesa. Gradualmente poi ho potuto essere personalmente vicina, con qualche mio contributo culturale, agli artisti che partecipavano al cammino verso il Giubileo, cercando di comprenderli a fondo nell'entusiasmo di una continua crescita, accompagnati dalla competenza del critico Stefania Severi, che ne ha seguito ogni impegno creativo. Ed è stato di grande interesse umano e spirituale constatare come tale crescita sia stata in effetti raggiunta sotto la guida, l'esempio e la presenza continua di Monsignor Sergio Soldini, anch'egli sensibilissimo artista. Luisa Chiumenti Roma, marzo 2004 Sono ormai trascorsi diversi anni (almeno sei) quando, allora Proposto della Insigne Basilica di San Gimignano, ebbi il piacere e l'onore di ospitare nei Chiostri della stessa Basilica alcune mostre di pittura e di scultura organizzate dalla Cappellania degli Artisti di Siena per l'interessamento costante di Mons. Sergio Maurizio Soldini, artista egli stesso di alto valore. Furono davvero un successo sia per il numero dei partecipanti, sia per la qualità e la varietà delle opere. I chiostri stessi acquistarono in quei giorni tanta ammirazione che forse non avevano mai conosciuto, sia per gli addobbi provvisori che furono allestiti, sia per il numero dei visitatori che affluirono, si può dire, da ogni parte del mondo. Il successo fu sicuramente superiore ad ogni aspettativa, tanto è vero che anche molti pittori Sangimignanesi si sentirono coinvolti e ne divennero attenti collaboratori. Quello che poteva sembrare un semplice esperimento, in realtà si rivelò una iniziativa culturale meravigliosa di grande portata e da cui anche la stessa città di San Gimignano potè sentirsi arricchita. Gli artisti convenuti da ogni parte riuscirono ad aprire spazi di dialogo con l'intera popolazione facendo conoscere non tanto le loro opere, ma anche i loro sentimenti e i loro apprezzamenti per la nostra città e per gli organizzatori. Per noi fu un vero piacere vivere quelle giornate di incontri e di partecipazione a una cultura che riesce a elevare lo spirito fino a condurlo ad un incontro con Dio. Mons. Antenore Grassini San Gimignano, 12 marzo 2004 Il mio felice incontro con la Cappellania degli Artisti, nella persona di Mons. Sergio Soldini, risale al 1996, in particolare alla Biennale d'Arte Sacra verso il Grande Giubileo del 2000. La Biennale sotto l'Alto Patronato della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa godeva del Patrocinio della Regione Marche, del comune di Fabriano, di Matelica, di Genga, di San Gimignano. E nelle città dell'entroterra marchigiano iniziò il cammino artistico e devozionale di oltre 20 artisti, che nel "loro" Cappellano Don Sergio, hanno trovato un sensibile interlocutore, organizzatore ed artista lui stesso, in grado di portare avanti ambiziosi progetti nel versante dell'Arte Sacra contemporanea, tema a me particolarmente caro per vissuto personale, incontri, profonde amicizie. Versante tanto più importante sia perché, scomparsa quasi totalmente ogni forma di committenza, l'artista rischia di diventare autoreferenziale o di abbandonare la sua ricerca nel settore, per forme più "commerciali" di espressione, ma anche e soprattutto perché, attraverso l'Arte Sacra, l'uomo di oggi può tornare ad interrogarsi, a credere, a vivere pienamente la sua dimensione terrena e non solo. Grazie quindi alla Cappellania per tutto quello che ha fatto e continua a fare perché l'Arte Sacra, nel nostro mondo disorientato e secolarizzato, abbia un suo dignitoso spazio di vita. Marisa Bianchini Fabriano, 11 marzo 2004 È una ideale meteora e come una stella da' luce, la mia partecipazione alle manifestazioni della Cappellania degli Artisti, meravigliosa "creatura" di Mons. Sergio Maurizio Soldini. Nella mia qualità di musicista ho eseguito musiche all'organo della chiesa di Torrenieri, in occasione di Messe Solenni e di Concerti, accompagnando pure i canti del mezzosoprano Chiara Mezzedimi e del tenore Delfo Brizi. Il faro continua a dare luce e il ricordo riaffiora in me in questo beneaugurante decennale Attilio Botarelli Siena marzo 2004 Torrenieri. La cappellania degli Artisti spegne 10 candeline Dieci anni sono trascorsi da quando venne alla luce la Cappellania degli Artisti della provincia di Siena, nata da un'idea e su un progetto ben strutturato di Don Sergio Soldini. Il parroco di Torrenieri, per chi lo conosce bene, è una persona fervida di iniziative che ha affrontato varie avventure nel corso della sua esistenza: avventure spirituali, artistiche, culturali, che si sono perfettamente fuse nella realizzazione della Cappellania degli Artisti. Una iniziativa che ancor oggi, a due lustri dalla nascita, conserva intatta tutta la sua carica di positività, come una moneta appena uscita dalla zecca o di quelle proof che fanno spalancare gli occhi agli estimatori. E Don Soldini, oltre alla nostra vista, che ha deliziato con molteplici mostre personali e collettive, è stato capace - lui che oltre ad essere bravo sacerdote è anche un valente artista - di aprirci il cuore ad un mondo, quello dell'arte, e dell'arte sacra in particolare, a cui pensavamo che i nostri cuori, sempre più ossidati dal consumismo imperante, non avrebbero potuto aprirsi. Ecco quindi il grande merito di Don Sergio, quello di averci aperto la strada per poter godere di un aspetto del nostro mondo, quello dell'arte, che è capace di avvicinare l'uomo, anche il più duro di cuore, al Creato e, di conseguenza, al suo Creatore. La Cappellania degli Artisti ha promosso anche la conoscenza tra i vari artisti della zona, siano essi pittori, scultori, restauratori, poeti, musicisti, che hanno così avuto l'occasione di confrontarsi on altre esperienze ed altre avventure spirituali e, soprattutto, di entrare in sintonia con quella parte dell'umanità che il Signore ha privilegiato, facendo loro uno dei doni più preziosi: quello di esprimersi attraverso le opere d'art, portatrici di messaggi di pace, solidarietà, fraternità, amore per la propria terra e attenzione a quanto emerge dalla nostra coscienza di uomini in questo mondo, spesso in contraddizione e impegnati a trovare una via che soddisfi le più intime esigenze morali e spirituali. Un grazie, quindi, sia a Don Sergio, sia a quanti, artisti o semplici collaboratori, che hanno fatto crescere questa realtà nella nostra provincia e che, superata l'età dell'adolescenza, ci auguriamo possa trovare una dimensione più matura e capace di radicarsi definitivamente nel territorio e nella coscienza della gente del Senese. Andrea Cappelli marzo 2004 Erano anni che ci sarebbe piaciuto frequentare un corso di pittura, ma fino a pochi anni fa questo non era possibile, sia perché i corsi organizzati si svolgevano esclusivamente a Siena e sia perché avevano degli orari e dei costi veramente inaccessibili. Dobbiamo ringraziare Mons. Sergio Soldini e l'artista Eric Aman perché, organizzando un corso di pittura e scultura proprio qui a Torrenieri nell'ambito dell'Università Popolare Accademia Agape S. Giuseppe della Cappellania degli Artisti ci hanno offerto la possibilità di realizzare questo nostro desiderio. Adesso sono già cinque anni che frequentiamo questo corso di pittura e il nostro Maestro Eric Aman oltre alla tecnica, ci ha saputo trasmettere l'amore per l'arte in tutte le sue espressioni. Ci ha rese ancora di più consapevoli di quanto sia bello creare, saper trasferire su di un foglio o una tela la realtà, così come ci appare, di un paesaggio, di un volto oppure semplicemente di un'idea astratta. Dipingere è una gioia per l'anima, un passatempo rilassante e al tempo stesso molto impegnativo, ma di grande soddisfazione Se pensiamo a quando abbiamo iniziato, ci meravigliamo dei progressi che siamo riuscite ad ottenere e quando Mons. Soldini ci ha permesso di usufruire della chiesetta di San Rocco per esporre in una mostra le nostre prime opere ci siamo sentite felici ed orgogliose. A questo punto che dire… ? Ci auguriamo che il corso di pittura possa continuare ancora a lungo per permettere a noi di migliorare sempre più e ad altre persone di iniziare questo meraviglioso percorso. Carla Maiani e Clara Machetti Torrenieri 27 marzo 2004 Credo che proprio in questi momenti, caratterizzati dalla violenza e dall'esasperante consumismo, l'arte ricopra un significato e una funzione del tutto particolari. L'ossessiva rincorsa al materialismo che contraddistingue la nostra epoca e le continue sollecitazioni che subiamo da tutti i mezzi di comunicazione, ci portano a trascurare completamente la nostra dimensione spirituale. La musica, fra tutte le arti la più "immateriale", è stata per me un fondamentale aiuto per ottenere un equilibrio interiore e nella ricerca del trascendente. La mia partecipazione alla Cappellania degli Artisti è giunta al termine di un ampio percorso. Alcuni anni fa, deluso e amareggiato, avevo smesso di suonare, e solo dopo un lungo periodo di riflessione ho ripreso la mia attività di esecutore, questa volta con un atteggiamento totalmente diverso. Avevo ormai capito che non aveva senso ricercare alcun tipo di gratificazione esterna, ma il solo fatto di poter suonare, a qualsiasi livello, è la dimostrazione di avere dei doni che troppo spesso diamo per scontati. Mi è tornata alla mente la parabola dei talenti e mi sono reso conto di quanto sia grave "sotterrare " le abilità, piccole o grandi, che il Signore ci ha elargito. Troppo spesso si intravede nell'artista, sia esso pittore, musicista, letterato o scultore, un istrione, un egocentrico che tende ad affermare la propria persona, a soddisfare e nutrire esclusivamente la propria superbia. Vivere la propria arte come lode al Signore, con umiltà e devozione è il significato della mia esperienza nella Cappellania degli Artisti. Tutte le volte che Monsignor Soldini ha avuto la gentilezza di invitarmi per dare il mio piccolo contributo ai Convegni degli Artisti, ho avuto modo di apprezzare l'atmosfera serena e positiva che si creava attraverso l'incontro di artisti che non mettevano se stessi al centro dell'universo, ma la loro arte al servizio di Dio e degli altri. Ritrovarsi e percorrere insieme questo cammino artistico e al tempo stesso spirituale è il modo migliore per uscire dalla solitudine connaturata alla figura dell'artista e dare un significato più profondo alla propria attività. Spero quindi che questa "famiglia" possa diventare il punto di riferimento per un numero sempre più ampio di artisti, affinché, attraverso l'aiuto del Signore, si possa compiere al meglio il nostro lavoro quotidiano. Claudio Giuliani Roma aprile 2004 Due parole sulla Cappellania degli Artisti. Qualche anno fa, un incontro casuale o chissà forse no. Tornavo da Pompei, da un'esposizione d'Arte Sacra alla quale avevo partecipato e, sui muri di Montalcino, un manifesto invitava alla selezione per la Biennale d'Arte Sacra. Era scritto: Presentarsi a Torrenieri da Don Sergio Soldini. Detto e fatto, vado a Torrenieri, busso alla porta della parrocchia e... ancora oggi busso per portare i miei quadri. L'Arte Sacra, una grande occasione per ripensare ai testi sacri, a rileggerli, a riflettere, a misurarsi con gli artisti del passato, del presente ed infine con noi stessi e la nostra fede, con umiltà. Infatti, le partecipazioni successive a questa interessante e difficile prova mi hanno anche donato una bella amicizia con Don Sergio (anzi, Monsignor Sergio) e con Eric Aman, due grandi artisti. Grazie per la vostra amicizia. Grazie per le vostre fatiche, senza le quali la Cappellania non avrebbe vita. Fulvio Ravanetti Milano 18 aprile 2004 Caro Don Sergio, ti ho chiamato così, e continuo a chiamarti così (scusami Monsignore). Il mio pensiero va con affetto a ricordare la prima Mostra con te nella Cripta delle Statue del Duomo di Siena. Portai "II tempo vola" e vola davvero, ora sembra ieri. Poi a San Gimignano, poi di nuovo a Siena, mai a Torrenieri, non so perché. Spero presto. Il mio pensiero va con stima a ricordare i tuoi lavori: gli acquarelli, i calici d'oro, i vetri. Sei un artista a tutto tondo, di grande raffinatezza e di grande sensibilità. II mio pensiero va con emozione a ricordare quando siamo andati insieme dal Santo Padre. A tutt'oggi resta l'emozione più grande della mia vita. Affetto, Stima, Emozione, e pure tanta Allegria e Gioia di vivere. Questo mi hai trasmesso tu, Don Sergio, e la tua Cappellania. Grazie! E complimenti. Nicoletta Canella Firenze maggio 2004 |